Chi sono

Blogger: PrincipeGentile
Nome: Sebastiano
Chi sono dovrebbe venir fuori da quello che scrivo nella paginetta a lato,per qualunque ulteriore info bhè scrivetemi una mail! E poi?me lo fate levare stò sfizio del blog?

follow Principegentile at http://twitter.com

PACS Vobis

a

Questo blog idolatra

 

 

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
venerdì, 12 settembre 2008

Vecchie abitudini e nuovi post ( o del flusso di coscienza un pò così)

Che uno alla fine, prima o poi deve riprenderle le vecchie abitudini, no?

Virtuose o meno che siano, torniamo sempre a ronzargli intorno, come questa viscida di mosca vicino alla mia tazzina di caffè vuota.BASTARDA.  Sono quelle cose che un pò ci hanno tenuto compagnia e piano piano sono diventate un pezzettino di noi. Alla fine anche se a volte non ci mancano per niente , poi d'improvviso scopriamo di non poterne fare a meno.

Tutto questo sproloquiare pallido e assorto e un pò tardo esistenziale per dire che, come vedete, se l'onanismo non vi ha privato della vista, sto ancora scrivendo qui sul blog.

Ora prendete un bel respiro, visualizzate un campo di primule selvatiche e purificate i vostri pensieri, stemperando le aspettative.

Durante il tempo della mia latitanza non sono arrivato a conoscere la verità assoluta, non vi dirò quindi se Amnada Lear è una femmina o un maschio (cit.) nè vi condurrò verso verdi pascoli al ritmo dell' ultimo successo di Madonna (ecco ho citato Madonna, quindi il mio blog può di diritto includersi ancora fra quelli a tematica ghei)

Non mi sono fidanzato con nessun fascinoso artista di strada e nessun poeta maledetto dagli occhi cerulei mi ha dedicato i suoi versi in prosa libera. In verità vi dico che nessun essere umano, di quelli con due braccia due gambe e due orecchi ha incrociato il mio sguardo con un minimo d'interesse, ma non è questo il punto. Potrebbe anche esserlo, ma poi mi rabbuio e non mi sembra il caso. Diciamo che non vi siete persi la lov stori. (Ok, lo confesso c'è stato un capitolo che ho intitolato "a  volte ritornano" ma è stato solo per una sera e non è stata solo colpa mia)

Io lo so benissimo che le storie se sono finite, sono come dire terminate e.. QUINDI concluse.CAPUT . Insomma ho usato tre sinonimi e credo di aver reso l'idea. Pur tuttavia (come mi piace scrivere pur tuttavia) se lui ti si ripresenta all' improvviso al portone con i capelli tagliati cortissimi, tu pensi che in fondo possa essere un'altra persona, non esattamente quella che ti aveva chiamato alle due di notte dicendoti che non soddisfavi le sue necessità affettive (cit).

Non resisiti a passargli la mano su quel capoccione setoso, come se fosse un peluche a pelo rado e poi, quello che già sapevi sarebbe successo, succede.

Non c'è stata una terza ricaduta perchè qui siamo personcine coerenti. In compenso ci districhiamo bene nella nostra singletudine che ora come mai in passato non ci va stretta, anzi.

Anzi. Qui c'è bisogno di nuove voci, nuovi luoghi e se vogliamo anche di una nuova tavoletta del wc (giuro) Il cavolo di problema è che non la trovo dello stesso colore nocciola della ceramica, tanto anni '70 che voi non avete nemmeno un'idea.

In cerca di novità esaltanti, di guizzi interessanti e stelle filanti (che fa rima e ci sta bene) ho cercato di sfruttare al meglio gli eventi dell' estate ghei romana.Che se uno  ci riflette, uno dei vantaggi del lavoro è dover  rimanere obbligatoriamente nella capitale anche quando altri anni si era costretti a transumare fra i monti fra la noia e il tedio e le vacche.

Non che ne siano successe delle belle, alla fine ogni mondo è paese e ogni ghei romano esce non prima delle undici e mezza, si vede che la mattina dopo non devono svegliarsi. Le facce sono sempre quelle, ma non dico che ci si sta male a ballare le cover di Madonna (ancora lei) fra tanti bei ragazzotti tutt' intorno. Io sono un uomo dai piaceri semplici.

Uno degli altri effetti positivi di essere un ometto con la busta paga ogni 27, è che alla fine puoi illuderti di "poter fare un pò come cazzo ci pare" (cit.). Ilusione che dura pochi attimi come quando il barista bono del village mi ha guardato negli occhi porgendomi una bottiglietta d'acqua a due euri , due. Ma puoi sempre dire "Cazzofiga, guadagno spendo pretendo..."

Ora visto che la serata si prospetta un pò stupidina visto che mi sembra logico che si metta a piovere il venerdì sera dopo mesi e mesi di caldo sub desertico, vi lascio con un' unica certezza: stasera vado al circolo degli aritsti a sentire un gruppo mai sentito prima. Fra le canzoni, anche una cover di "The rhythm of the night", futile ma tanto carina. Mi ricordo Corona cone le sue treccine e mi si inumidisce l'occhietto a pensare che io facevo a occhio e croce la terza elementare quando lei era al fetivalbar.

Intanto mi fumo una wiston blu e penso che vorrei essere un pò più anni '90.

Ah, nei week end ho ripreso a fumare, quando uno dice le vecchie abitudini.

Bello stronzo che sono.

 

 


sputacchiato con grazia da: PrincipeGentile alle ore settembre 12, 2008 21:03 | link | commenti (8)
categorie: politica
domenica, 01 giugno 2008

L'aquila di Ligonchio e le cover happy_oh_yea

Che poi Iva Zanicchi è sempre stata un pò il mio mito.

Quando nei tediosi pomeriggi di autunno finivo di fare i compiti mi piazzavo di fronte alla tv, alle spalle il fuoco scoppiettante e di fianco a me mia nonna che mi guardava costantemente con un sorriso. (Non e' una pubblicità del Mulino Bianco era estattamente così)

Alle sei erano però finiti anche tutti i cartoni animati disponibili sulle reti nazionali e quindi, di buon grado, mi ero abituato a guardare con la mia adorata bisnonna " Ok il prezzo è giusto".  A lei piaceva infinitamente e a me non costava nulla assecondare questo suo unico, innocuo passatempo televisivo. Così sono cresciuto con L'Aquila di Ligonchio che con sottofondo di stacchetti molto anni '80 chiedeva con insistenza quanto mai potessero costare un fustino di Dixan, una scatola di Ritz o 250gr di caffè Kimbo aroma oro.

Senza contare la ruota che il pubblico incitava sempre con un incessante "cento cento cento centooo!!"

Insomma, bei ricordi d'infanzia.

 Quindi io alla Ivona nazionale le ho sempre voluto un bel pò di bene anche quando si era messa in testa di fare la parlamentare europea con il partito che non deve essere nominato, e le ho assicurato il mio imerituro affetto anche  da quando canta, paciosa e rubiconda come una vacca svizzera, i suoi successi ever green su quella cosa inguardabile che è Buona domenica.

Certo,  son bravi tutti a dire che la Zanicchi canta "prendi questa mano zingara" e, lo ammetto, io del suo repertorio conosco ben poco altro. Quindi non mi aspettavo che l'ultima canzuncella di Giuliano Palma e The Bluesbeaters fosse in realtà un remake  della sua "Testarda io".

 E Visto che qui ci piace fare lo cosine precise e documentate, e visto che oggettivamente stanotte non avevo niente di meglio e più costruttivo da fare che  un pò di ricerche  random su U TUBO, qui sotto potrete tranquillamente godervi "Testarda io" in original version e come cover.

Ovvviamente, questa e' la mia canzone preferita d'inizio estate, anzi no d'inizio giugno, anzi no il mio personale trip per domani mattina ed e' già in heavy rotation sul mio ipod.

Iva, mon amour.

 

 

 

Oddio, mi sento MALE.

vi prego leggete e ditemi che e' uno scherzo, giuro io l'ho scoperto dopo aver scritto il post che l'Ivona nazionale fosse diventata davvero europarlamentare, per di più alle spese della Cecchi Pavona!

Ma del resto meglio lei a Strasburgo che la Carfagna alle Pari opportunità...


sputacchiato con grazia da: PrincipeGentile alle ore giugno 01, 2008 04:07 | link | commenti (20)
categorie: musica, trip, casalinghe isteriche
venerdì, 30 maggio 2008

IL RITORNO (Con supercazzola fighetta)

Lo so, sono ere glaciali intere che non posto su questa paginetta, e non perchè non ci siano cose da dire, nè perchè ho voglia di snobbare questo mio affezionatissimo bloghettino, e' solo che non riesco mai ad organizzare un post decente, ne' penso come prima in funzione di quello che potrei poi raccontare.

Oggi, nel mio primo giorno di ferie ufficiali, ed intendo di ferie da un lavoro vero (visto che prima ero quasi perennemente in ferie ufficiose) mi e' tornata la fregola di mettere giù qualche riga, così giusto per informare quei pochi superstiti che ancora passano di qui che sono vivo e vegeto, mi lamento sempre spesso e continuo ad essere un pò confuso ed un pò felice, ma sempre più confuso! si badi bene!

E allora, qualora servisse per farmi perdonare della latitanza,  vi lascio con un regalino molto fighettino ma in fondo godibile : una compilation virtuale da ascoltare proprio, ma proprio se non avete niente di meglio da fare, me ne rendo conto abbiamo tutti le nostre brave vite da vivere, o no? Ma se oggi pomeriggio non avete appuntamento dal visagista o non siete corsi al botteghino per l'uscita mondiale di "sex and the city" the film, be' magari metteteci n'orecchio e ditemi che ne pensate.

io intanto mi vado a fare un caffè e magari a vestirmi di fuxia per rendere omaggio a Nostra Signora del Cosmopolitan, lei l'impareggiabile Carrie

Per un ascolto fugace, cliccate qui  (idea saccheggiata senza ritegno dal Blog di Matteo B. Bianchi, diciamolo!)

sputacchiato con grazia da: PrincipeGentile alle ore maggio 30, 2008 14:37 | link | commenti (6)
categorie:
sabato, 29 marzo 2008

Confusion

Ho tanta ansia da poterla svendere con un tre per due.
E sono così tante le cose nuove che mi trovo ad affrontare e tutte insieme che non ci sto capendo un granchè.
Ho preso a lavorare e mi sento strano al solo pensarlo
Con mille cose da imparare
Fare le fotocopie fronte retro, in primis
Contare le banconote
Ammazzettarle
Cercare di non litigare con il terminale
E con i pensionati
E con le signore che prima vogliono i pezzi da cinquanta
E poi no, da dieci
“Ma se me li dai da cinque forse è meglio
che devo pagare la donna delle pulizie”
E imparare a gestire le transazioni, anche quando non so proprio dove mettere le mani
Trovare il modulo giusto da inserire nella stampante
Controllare che i conti quadrino, con un brivido gelato lungo la schiena
Contrattare con la collega coetanea e stronzissima che si crede general manager
E poi, sorridere. Quasi sempre
“Scusi, ma lei è nuovo?”
“-Sì, Signora lavato con Perlana”
 
E non so se sentirmi confuso, felice, o entrambi.

sputacchiato con grazia da: PrincipeGentile alle ore marzo 29, 2008 02:12 | link | commenti (20)
categorie:
giovedì, 06 marzo 2008

La finocchiona, Milhouse e il dj

 Siena è la città delle contrade, e questo si sapeva già. Ma poi ho scoperto anche altre cose. Tipo che la finocchiona mi piace un sacco e che col Chianti è spettacolare.

A Siena non sei un ragazzo, sei semplicemente un "citto", l'uso di sicchè è del tutto spropositato rispetto alla media nazionale e le pasticcerie della Nannini (anzi del fratello della rockeuse) sono dappertutto. 

Il Panforte e i ricciarelli occhieggiano praticamente da ogni vetrina ma io non mi faccio abbindolare visto che a me non piacciono. Ho trovato comunque modi alternativi per introitare calorie su calorie e pranzare tutti i giorni in pasticceria ne è la dimostrazione palese

A Siena ci sono gli autobus che servono come mezzi pubblici, ma tutti li chiamano tram.

A Siena tutto "gli garba parecchio" o "nun gli garba" e il pronome impersonale "si" si sente ogni tre per due.

A Siena un pomeriggio un tipo voleva buttarsi dalla torre del Mangia e io sotto a cercare di capire se il palazzo municipale andasse a fuoco visto che erano arrivati i pompieri. L'hanno ripreso per i capelli, letteralmente.

A Siena è praticamente impossibile perdersi e questo me la fa considerare una città stupenda, dove posso quasi dire di avere senso dell'orientamento.

A Siena ci sono ancora i saldi e io ho comprato un' irresistibille maglietta fuxxiaaa che è frocia in ogni fibra.

A Siena il bellissimo e l'orrido si compensano. Un sosia sputato di Milhouse segue il corso con me, mentre il mio affittacamere oltre ad essere un dj piuttosto famoso (dice) è anche piuttosto interessante.

Ora però io sono piuttosto in ritardo e piuttosto affamato quindi stacco qui dal pakistano e vado a farmi un piatto di ribollita con la fettunta.

Ah, dimenticavo: a Siena la bruschetta si chiama Fettunta, vuoi mettere?!


sputacchiato con grazia da: PrincipeGentile alle ore marzo 06, 2008 20:07 | link | commenti (8)
categorie:
sabato, 23 febbraio 2008

Forward

Audio pubblicato da PrincipeGentile

Che questa canzone dei Cardigans oggi pomerggio ci sta di un bene che non se ne ha un'idea.

Non tanto perchè abbia voluto fare volutamente grandi cambiamenti da un giorno all'altro. Semplicemente c'è che le novità sono arrivate così senza che le aspettassi davvero e io, come sempre, mi sono lasciato trasportare dalla corrente senza opporre granchè resistenza. Insomma una scossa indotta. Ed anche piacevole, in qualche modo.

Così domani parto per Siena e ci rimango qualche settimana. Non so molto: i soliti stereotipi da cartolina. Il Palio dell'Assunta, le contrade, colline verdeggianti. Aggiungeteci qualche lezione su materie ignote, qualche conticino al pallottoliere ed eccovi un quadro nebuloso di quello che immagino mi attenderà.

Non strappatevi i capelli, suvvia.

Guardate che io torno in un baleno,prima che voi possiate dire "perdindirindina" (o almeno spero)

...e se fate i bravi, un pezzettino di Panforte a tutti.

A presto.


sputacchiato con grazia da: PrincipeGentile alle ore febbraio 23, 2008 15:46 | link | commenti (12)
categorie:
mercoledì, 13 febbraio 2008

RANDOMLY

 

 Oggi non ce la posso fare ad articolare un post con un'introduzione uno svolgimento ed una fine quindi si fa questo esperimento letterario del post alla flusso di coscienza di altissima valenza culturale. Tradotto in francese significa che non me ne tiene di fare una mazza, ma voi che siete sagaci l'avevate già capito, no?.

 Applausi sommessi e compiaciuti da Premio Strega. Grazie. Procediamo.

Sono reduce da una settimana di tonsillite da ricaduta. Non era bastata quella di inizio gennaio. Scherziamo? Noi che in fatto di mali di stagione non ci facciamo mancare niente, abbiamo voluto provare sia la forma batterica, sia quella fetentissima della forma virale. Dopo tre scatole di antibiotici e tre di aspirine sto non c'è male: na bella fetecchia, grazie.

Io e la farmacista racchia siamo diventati amicissimi. Roba che ormai ci scambiamo le nostre ricette per la torta di mele e lei per salutarmi quando entro in farmacia mi lancia addosso, come benvenuto, una bella manciata di caramelle balsamiche per la gola. E' tanto cara. Per diversificarmi la cura e non farmi annoiare mi ha consigliato e fatto acquistare, nell'ordine: a)aspirina c effervescente (un classico che non tramonta b) aspirina granulare che si scioglie sulla lingua al delizioso gusto Cola c)ASPIRINA C in bustine ma questa volta all'arancia, siore e sioriii!

A proposito, ma qualcuno sa spiegarmi se è vera la storia che l'aspirina si deve sciogliere in acqua naturale e non gasata? Perchè?!  E' una cosa scientificamente dimostrata? No, perchè io l'ho presa con l'acqua che capitava. Ecco, ciò ha compromesso la validità della mia cura, vero?

Mi sono drogato di medicinali peggio di una qualunque icona gay perchè in tutto ciò ho dovuto anche preparare due/tre esami. Un piacere immenso studiare la guerra di secessione americana e la visione politica di Jefferson con in gola due noci californiane. Ho blaterato, in  coma farmaceutico, due tre minchiate davanti a quella pazza della mia prof di inglese. Che, invece, fosse stato per me sarei stato con piacere a far la muffa sotto il piumone con i gialli della signora Fletcher e due tre numeri di Vanity Fair con un termos di camomilla al giorno. Io sono per i piaceri semplici.

E qui, arriva la polemica che mi ha investito quasi fossi un Mastella qualunque. Io che son cresciuto sfogliando le intere collezioni di Donna Moderna, Gioia e Anna di mia zia, una volta divenuto adulto secondo voi  da quale prodotto editoriale sarei stato inconsciamente attratto? La gazzetta dello sport? Playboy? Donne e motori? Ma che domande! Ovviamente da Vanity Fair! The bible.

Ora, è davvero sconveniente per un presunto maschio etero essere abbonato da quattro anni a Vanity Fair? A quanto pare sì, lo è. Tralasciando che, ovviamente, non tutti sanno che la rivista è il frocio segnale per eccellenza, l'unico vero baluardo che ci è rimasto per orientarci in un mondo di metrosexual imperanti. E tutti giù a dire ma che ti leggi, ma che ti compri ma com'è possibile? Ma la Gazzetta no?mai? Ma qual' è la differenza fra calcio e calcetto e calciotto e calcio balilla!?

Ooooh calmini he! COS'è ? un esame dell'etero medio? Cioè se non sai la definizione di fuorigioco non puoi considerarti mediamente virile? Ma stiamo scherzando? Io non vado in giro in boa di struzzo e tacchi dodici, e non ho il polso slogato. Se mi impegno, non mostro nemmeno troppo entusiasmo quando metton su la Raffa. Tuttavia, non ho mai nascosto la mia poca propensione per lo sport o per le procaci annunciatrici della domenica pomeriggio e son sempre sopravvissuto benissimo. Sto come un fiore di campo anche senza sapere l'esatta definizione di fallo di mano (non ridete, che già vi vedo).

Io son contento di sbavare dietro le classificazione di tuffi maschili, di vedermi il pattinaggio artistico, o al massimo il nuoto sincronizzato. Io son contento anche se non so esattamente chi sia questa qui (v.foto). Il calcio mi annoia mortalmente non so che farci. E ora vado a leggermi Vanity Fair che in copertina c'è il Cow boy superstite con uno sguardo che, wow insomma...Le Bocce di questa qui le lascio a voi machissimi frequentatori di questo blog.

PS: A Chiunque sapesse il nome della tettuta, un certificato di "Etero I livello"

ON air: sono in fissa per questa


sputacchiato con grazia da: PrincipeGentile alle ore febbraio 13, 2008 12:39 | link | commenti (17)
categorie:
domenica, 27 gennaio 2008

Recordaras...

"Y de noche, y de noche
Por no sentirte solo
Recordaras, nuestros dias felices
Recordaras, el sabor de mis besos"

Preso da una pesante botta d'Amarcord malinconico, beccatevi questa perla di Almodovar in cui un inaspettato Miguel Bosè interpreta, da splendida drag queen, la versione spagnola della canzone di Mina  "un anno d'amore" , qui cantata da Luz Casal.

Imperdibili, verso la fine, i tre fan en travesti che fanno il verso della coreografia.

L'ambiguità, l'eccesso e il gusto camp dell' Almodovar degli esordi sono tutti condensati in questo spezzone. I colori sgargianti, gli orecchini monumentali e le mise non proprio sobrie sono come un marchio di fabbrica. Cult assoluto.

Da "Tacchi a spillo" 1991.


sputacchiato con grazia da: PrincipeGentile alle ore gennaio 27, 2008 23:49 | link | commenti (29)
categorie:
sabato, 26 gennaio 2008

Cioè, ma tu chi sei?

 

Visto che io sono una persona davvero poco originale, non ho nessuna vergogna nel dire che l'idea di questo post mi è venuta dal caro Sciummunù, che anzi ringrazio con un bacio in fronte.

Mi son messo lì e ho pensato a formulare delle domande sul mio conto. Il risultato è il test di cui vi lascio il link. Lo so che è una Supercazzola ma non siete curiosi di sapere quanto bene mi conoscete? Lo so, lo so vi starete già strappando i peli del petto e i peli superflui delle sopracciglia dalla voglia di mettervi alla prova.

Vi starete sbattendo come serpi sull'asfalto, già vi vedo.  E allora? Suvvia! rispondete numerosi come gli spettatori di Vespa quando parla della chirurgia di asportazione dei nei.

A colui/colei che totalizzerà il miglior punteggio nelle risposte, la mia imperitura gratitudine. La possibilità di un bel bacio con la lingua verrà, inoltre, vagliata attentamente caso per caso.

Ecco il quizzone. (Aut min. Ric.)


sputacchiato con grazia da: PrincipeGentile alle ore gennaio 26, 2008 17:40 | link | commenti (13)
categorie:
martedì, 15 gennaio 2008

Vade Retro

Quante volte ancora dovrò pensare a te? Quante volte ancora tornerà il tuo sorriso a tormentarmi? Non ne ricordo nemmeno distintamente i tratti eppure taglia i miei ricordi come una lama appena affilata. Le tue parole rimbombano ancora di soppiatto, come black out nei miei pensieri più normali e seppure mi sforzi di sorriderne, so bene che non meriteresti niente. Neppure un pensiero, neppure per sbaglio, neppure per scherzo.
 
Per quanto ancora sarai un improbabile metro di paragone? Per quanto ancora misurerò sulla tua insulsa ombra questi scampoli di realtà vissuta? Per quanto tempo ancora mi sorprenderò a ricordarmi di te?
So bene che non sei stato niente, se non un’insulsa vanesia assurda nullità.
Uno spettro che torna a tormentarmi, un ideale che ho costruito io stesso, forgiandoti nell’oro, in tutto quello che avevo sempre cercato ed ero convinto, sicurissimo di aver trovato in te. Un agnello dalle zampe storte, un Idolo infernale che torno inconsapevolmente a venerare.
Nemmeno un po’di affetto sincero, tangibile, reale è riuscito a ricacciarti nel tuo abisso e tu torni, torni, torni imperterrito e mi rubi il fiato e la logica e la ragione e mi lasci ogni volta più sgomento e stanco.
Come fosse un esorcismo vorrei sputarti addosso il mio veleno, e anche le mie emozioni, sì anche quelle, stronzo. Mi accontento di farlo qui, non posso fare altro. Ma non credere, ad oggi non ti farebbe piacere sapere quello che penso di te.
Vade retro.
Mi consola solo il fatto che la ruota gira, o se vuoi c’è il Karma che ti aspetta dietro l’angolo.
Non tornare più, nemmeno per caso.
Ho già sputato tutto quello che potevo espettorare.
Nemmeno la mia bile ti meriti, nemmeno quella.

sputacchiato con grazia da: PrincipeGentile alle ore gennaio 15, 2008 17:48 | link | commenti (24)
categorie:

Heracleum blog & web tools